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Documentazione
» Lente di ingrandimento Statuto AICEP
Borse elettriche
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Manifesto del 21/05/2002 Manifesto MANIFESTO per il 2003 Prospettive Le prospettive per il mercato elettrico italiano continuano ad essere seriamente allarmanti per i Consumatori altamente “sensibili” al costo elettrico. In Italia, il prezzo dell’energia continua ad essere mantenuto molto più alto di quello europeo e tra le imprese associate ad Aicep si sono gia’ registrate importanti “vittime”. Le società Indel, Comilog e Ferroleghe, hanno già arrestato le loro attività produttive: con ciò si è drasticamente ridotta la produzione italiana di ferroleghe, nonostante che in Europa continui ad esservi abbondanza di energia a basso prezzo ! I correttivi apportati nel 2002 per l’assegnazione di capacità di importazione agli utenti interrompibili hanno risolto in minima parte il problema della priorità di rifornimento dell’energia dall’estero, l’unica veramente competitiva per le utenze industriali sensibili al costo elettrico. Per il 2003 non si prevedono miglioramenti :l’Autorità per l’Energia non ha ancora precisato i futuri criteri per l’import, mentre incombe l’entrata in funzione di una Borsa, che a nostro avviso dovrebbe essere non obbligatoria lasciando la possibilità di esistenza dei “contratti bilaterali” previsti dalla legge. La situazione potrebbe avvantaggiare solo Produttori, Traders e soprattutto lo Stato italiano, proprietario dell’Enel: pur con diverse motivazioni, tutti interessati a tenere i prezzi elettrici alti per i loro obiettivi di profitto e/o di super valutazione dei loro assets. Energivori : i veri grandi danneggiati da una politica energetica dissennata Gli unici veri grandi danneggiati dall’attuale politica energetica continuano ad essere rappresentati da un ristretto numero di Consumatori realmente elettro-dipendenti. Sono le Industrie che hanno una elevata incidenza del costo elettrico e in particolare quelle che impiegano l’elettricità come materia prima insostituibile nelle loro produzioni. Per loro, un costo elettrico superiore a quello medio europeo le mette fuori mercato. Principi da rispettare Salvare le Industrie di Base Dopo le chiusure di stabilimenti attuate negli ultimi anni da parte di Industrie del magnesio, del carburo di calcio, del cloro-soda, dello zinco elettrolitico e delle ferroleghe, chiuderanno anche altre Industrie che avevano atteso la liberalizzazione elettrica come l’ancora di salvezza. Sono tutte Industrie di Base per le quali l’elettricità è un elemento di costo molto rilevante. Come detto, senza l’elettricità, il processo industriale non si attua. Sono aperte alla concorrenza internazionale, la quale all’estero paga l’elettricità anche meno della metà del prezzo dell’energia di origine italiana. La mancata salvaguardia di queste Utenze costituisce una vera e propria discriminazione e arreca un grave danno all’economia nazionale in termini di sviluppo e di occupazione a cui non fa riscontro alcuna significativa e valida contropartita per il nostro Paese Salvare l’economia italiana Cosa accade in Italia se le Industrie di Base di questo tipo chiudono ? Oltre a minore occupazione e minore industrializzazione, le chiusure determinano anche disequilibri nella produzione elettrica italiana. Infatti, questo tipo di Industrie di Base, normalmente concentrate in specifiche aree geografiche, ritira l’energia anche (e, in qualche caso, soprattutto) in quelle ore del giorno e della notte in cui la maggior parte degli altri utenti, industriali o domestici, hanno “spento”. In conclusione, il mancato ritiro nelle ore meno utilizzate provocherà conseguenze anche nel sistema elettrico italiano. Queste Industrie si salvano solo “lasciandole lavorare”. Cioè, garantendo loro che l’energia da consumare al loro interno possa essere approvvigionata presso i Fornitori più convenienti, in Italia o all’estero. Senza “maggiorazioni-balzelli” nè “forche caudine” obbligatorie. Correttivi da apportare 1) - Compatibilità tra apertura del mercato e offerta – Occorre aver il coraggio di apportare dei correttivi al Decreto Bersani e la legge Letta (che ha abbassato la soglia di idoneità a 100 mila kwh annui), per rendere compatibile il grado di apertura del mercato elettrico (sul lato della domanda) con l’effettiva esistenza di una offerta concorrenziale adeguata, così come aveva previsto la direttiva comunitaria 96/92, applicata invece in Italia con “eccesso di accelerazione” dal Decreto Bersani. Un correttivo potrebbe essere l’istituzione delle figura del “Cliente idoneo all’importazione”dando la priorità di accesso alla capacità di importazione ai consumatori con alta incidenza del costo elettrico. 2) - Favorire nuova Produzione concorrenziale – La cessione delle tre Genco pone problemi per il loro ammodernamento e richiederà comunque tempi più lunghi delle previsioni. Inoltre, il decreto sblocca-centrali non ha ancora mostrato la sua reale efficacia: in ogni caso ci sono almeno cinque anni di ritardo, tenuto conto che gli impianti debbono continuare a marciare per contrastare il pericolo di blackout! 3) - Ampliare l’interconnessione con l’estero – Occorre eliminare gli ostacoli che oggi bloccano il collegamento o l’ampliamento delle linee elettriche italiane di trasporto con l’estero, trasferendo la proprietà degli elettrodotti al GRTN per evitare remore all’ampliamento da parte degli attuali proprietari, i quali (in pieno conflitto di interessi al loro interno) sono evidentemente interessati a scoraggiare l’importazione. AICEP, inoltre, auspica che venga emanato dall’Autorità l’annunciato provvedimento per rendere possibile la realizzazione di “ linee dirette” allo scopo di poter importare direttamente l’energia più competitiva esistente sul libero mercato. 4) - Ripristinare il potere contrattuale del Consumatore- Nel 2000, il potere contrattuale era nelle mani del Consumatore Italiano, il quale essendo assegnatario delle bande di importazione, ha avuto la possibilità di mettere in concorrenza fra loro i Fornitori esteri e scegliere quello più conveniente. Occorre ripristinare tale principio. Infatti, se la capacità di trasporto è lasciata nelle mani del Fornitore, sarà questi ad avere il potere contrattuale di mettere in concorrenza tra loro i Consumatori. Preferirà fatalmente i Consumatori disposti a pagare di più e praticherà ingiustificatamente prezzi superiori a quelli che lui stesso applica all’estero. Si stima che il maggior costo della produzione nazionale (quella che in “borsa” farà il prezzo marginale da applicare a tutte le transazioni) comporti un maggior esborso energetico verso l’estero di circa 1.500 milioni di euro all’anno! 5) - Istituire il “Cliente Idoneo all’importazione” – Consentire il prioritario e libero accesso alla capacità d’importazione a quei Clienti Idonei che assicurino l’utilizzo più razionale delle linee di trasmissione per soddisfare il loro fabbisogno, cioè aventi almeno le seguenti caratteristiche: o Consumatore Finale o Alta “sensibilità” al costo elettrico(cioè alta incidenza del costo dell’energia sul costo di produzione) o Regolarità,continuità e qualità dei prelievi 6) – Valorizzare il “servizio di interrompibilità” – Occorre aumentare le forniture interrompibili sotto il diretto coordinamento del GRTN, in particolare quelle di importazione. I clienti “interrompibili” costituiscono una preziosa riserva per il sistema elettrico nazionale: AICEP intende promuovere e consolidare la valenza commerciale di questa capacità, peraltro posseduta in maniera ampia dalla maggior parte delle proprie imprese associate. Nella ventilata situazione di possibili futuri blackout (nell’attesa che i nuovi impianti sostituiscano taluni ferri-vecchi oggi assegnati alla funzione di presunta riserva) la presenza di utenze istantaneamente interrompibili vale più di una centrale di riserva! 7) -I contratti pluriennali Enel-EdF per il mercato libero – All’allargamento del mercato libero italiano, oltre le soglie indicate dalla Direttiva Comunitaria 92/96 CE sulla liberalizzazione elettrica, deve poter far riscontro una destinazione al mercato libero dell’energia ancor oggi importata da Enel, in base a contratti pluriennali stipulati con EdF, ancorchè a prezzo più elevato rispetto a quelli conseguibili con la contrattazione bilaterale. AICEP chiede che, così come avvenuto per le obbligazioni che Enel aveva assunto a fronte del Cip 6, anche per questi contratti di import si proceda con il trasferimento immediato dei contratti da ENEL verso il libero mercato. Contestualmente Aicep chiede che al GRTN sia riconosciuto il potere di dare priorità di assegnazione di tale energia ai clienti idonei “sensibili”. 8) - Importazioni senza pedaggi Il sistema “pro quota” previsto dalla Delibera 219/00 (in sostituzione dell’Asta al rialzo, condannata dal TAR e dal Consiglio di Stato) consente un accesso alle importazioni – sia pure modesto - a tutti (e quindi anche ai Clienti Finali “sensibili” al costo elettrico) senza pagamento degli oneri dell’Asta. Il sistema “pro-quota” però non risponde ancora alle esigenze dei Clienti più “sensibili”, peraltro ulteriormente penalizzati dalla applicazione di un coefficiente di razionamento irrisorio ed insoddisfacente per tutti. E’ invece necessario stabilire un meccanismo pro-quota che tenga conto dell’entità della domanda e del profilo di prelievo del Cliente Finale. Altrimenti, si trascurano le Ordinanze del TAR e del Consiglio di Stato del dicembre 2000, nella parte in cui impongono di tenere conto anche delle caratteristiche dei Clienti utilizzatori. 9 ) - Premiare il miglior utilizzo della “potenza” – E’ necessario che l’Autorità riveda le sue decisioni sul sistema tariffario oggi basato su volumi globali della Categoria dell’Alta Tensione e prenda invece in considerazione i diversi segmenti in essa compresi, in funzione del grado di utilizzazione della potenza impegnata. Infatti, continuare a non considerare il grado di utilizzazione significa solo incentivare gli esportatori esteri a proporre in Italia i loro prezzi avendo per riferimento le Tariffe praticate sul mercato vincolato italiano. 10) –Condizioni per l’entrata in funzione della Borsa elettrica – Occorre prendere atto che all’entrata in funzione della Borsa elettrica non fa riscontro l’esistenza di un vasto numero di Produttori già operativo in Italia e quindi di una reale concorrenza. Bisogna evitare che, a seguito di applicazioni teoriche distanti dalla realtà fisica del mercato italiano, il prezzo di importazione lieviti verso livelli più vicini al maggior costo della produzione italiana. Comunque è indispensabile che, prima del suo avvio, vengano inequivocabilmente precisati dalle Istituzioni i criteri per il riconoscimento dei contratti bilaterali in deroga che lo stesso decreto Bersani ha previsto e che AICEP ha chiesto all’Autorità di identificare, come indicato dalle sue stesse delibere. AICEP ribadisce, in ogni caso, che la Borsa non è un Pool e che, anche a Borsa avviata ed operante, dovrà comunque essere salvaguardato il diritto del cliente idoneo ad optare per contratti fisici bilaterali con un fornitore (italiano o estero) liberamente scelto, senza nessuna limitazione per il regime di dispacciamento passante in tutti quei casi in cui ciò sia tecnicamente compatibile con la rete. 11) –Abolire le insopportabili componenti “A” L’imposizione a carico di tutta l’utenza realizzata con la cosiddetta componente “A”, finalmente definita “prestazione patrimoniale imposta”, deve essere resa trasparente trasferendo nel bilancio dello Stato la gestione dei circa 5-6mila miliardi di lire all’anno, oggi gestite fuori dal bilancio dello Stato in contrasto con le norme di legge sulla unitarietà contabile della imposizione e della spesa. Per la copertura per tutti gli oneri di sistema, si tratta di far concorrere i contribuenti, in proporzione alla loro capacità impositiva e non in funzione dei loro consumi elettrici, agendo sulla leva fiscale e togliendo finalmente per tutti dalla “bolletta” elettrica oltre 25 lire al kwh. Scarica il file PDF Autore: Fonti: |
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