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Documentazione
» Lente di ingrandimento Statuto AICEP
Borse elettriche
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Osservazioni del 07/08/2001 Osservazioni OSSERVAZIONI DI AICEP AL DOCUMENTO DI CONSULTAZIONE DELL’AUTORITA PER L’ENERGIA ELETTRICA ED IL GAS DEL 7 AGOSTO 2001 ------------------------------------- “PROPOSTE PER L’ADOZIONE DI MISURE URGENTI PER LA PROMOZIONE DELLA CONCORRENZA NELL’OFFERTA DI ENERGIA ELETTRICA PER IL MERCATO LIBERO PER L’ANNO 2002” Premessa e considerazioni di carattere generale Il documento dell’Autorità ha l’obiettivo dichiarato di promuovere la concorrenza nell’offerta di energia elettrica per il mercato libero, riconoscendo che esiste un forte squilibrio crescente fra la domanda (aumentata in Italia notevolmente, anche al di là di quanto previsto dalla CE) e l’offerta di energia elettrica veramente concorrenziale , tuttora scarsa. Ciononostante il documento si presenta con una insanabile contraddizione laddove, da un lato presenta l’asta competitiva come l’unica soluzione (nonostante che nel 2001 nessun altro gestore nella UE abbia utilizzato questo meccanismo) e, dall’altro, riconosce che con il metodo dell’asta esplicita il prezzo per l’importatore tende fatalmente ad allinearsi a quello medio del mercato nazionale, con ciò demotivando l’operatore dominante nelle iniziative di recupero di efficienza e/o di riduzione dei prezzi delle sue forniture. Riteniamo che la capacità di importazione debba essere assegnata, in via prioritaria e senza oneri, alle attività produttive italiane, particolarmente sensibili al costo delle forniture elettriche, in modo da consentirne un’adeguata competitività su scala europea ed evitarne ridimensionamenti, chiusure o trasferimenti in altri Paesi, in questa fase propedeutica al vero Mercato dell’Energia in cui alcune azioni possono compromettere definitivamente tali attività produttive in Italia. A nostro avviso le misure proposte dall’Autorità per l’assegnazione nel 2002 della scarsa capacità di trasporto dell’energia di importazione, mancano clamorosamente allo scopo dichiarato. Infatti, ad eccezione: • del meccanismo di allocazione riservata, ( denominato A nel documento di consultazione) che dovrebbe però essere applicata anche ai contratti dei clienti “idonei all’importazione” come meglio specificato nel seguito, con particolare riguardo ai contratti bilaterali esistenti in data precedente all’emissione delle prime regole di allocazione ( Delib. dell’Autorità per l’energia elettrica ed il gas n. 140/00 e 219/00 ) e: • del meccanismo di allocazione mediante procedura concorsuale basata sui prezzi dell’energia elettrica oggetto di scambio transfrontaliero ( meccanismo denominato C1 nel documento di consultazione: Allocazione sulla base dei prezzi dei contratti bilaterali di fornitura ) , le altre misure si ispirano per lo più a metodi così detti di mercato che, nella situazione italiana, tendono a far aumentare il prezzo dell’energia di importazione (unica fonte veramente concorrenziale ) ad un livello vicino al prezzo della produzione italiana ,notoriamente molto più elevato di quello europeo, a tutto beneficio dei produttori e dei traders ed a scapito dei consumatori, soprattutto di quelli più sensibili al costo elettrico. Si può pertanto affermare che tali suddette misure sono contrarie allo spirito del decreto legislativo n. 79/99 (decreto Bersani ), che afferma il principio della salvaguardia dei consumatori mediante la riduzione dei costi delle forniture elettriche. Recenti sentenze del TAR – Lombardia, confermate dal Consiglio Di Stato (cui l’Autorità si è adeguata senza riserve), hanno, infatti bloccato le procedure di asta al rialzo per l’allocazione della capacità di importazione per l’anno 2001. Aicep ha già esposto nel suo “Manifesto 2002” inviato all’Autorità ,le sue proposte che qui ribadiamo e che , per quanto riguarda l’assegnazione della capacità d’importazione ,sintetizziamo in questi punti essenziali: • istituire il cliente “idoneo all’importazione”, avente caratteristiche di alta sensibilità al costo elettrico e che assicuri il miglior utilizzo della scarsa capacità di importazione, al quale concedere in via prioritaria l’accesso all’importazione senza pedaggi. • creare le condizioni perché si possa veramente ampliare la capacità di interconnessione con l’estero e destinarla tutta al mercato libero. Per quanto riguarda le altre due proposte contenute nel documento di consultazione, siamo sostanzialmente d’accordo, con qualche modifica, • sia sulla proposta di rinnovo delle disposizioni connesse con il “servizio di interrompibilità “ • che su quella di cessione di “capacità virtuale di generazione” dell’Enel ad altri operatori ,in analogia con quanto si sta attuando con la cessione di centrali virtuali (virtual power plants) di EDF in Francia. Non riteniamo tuttavia che queste misure possano efficacemente cambiare a breve la situazione di scarsità dell’offerta di energia concorrenziale sul mercato italiano. Nelle note che seguono, infine, riportiamo le risposte e osservazioni di Aicep ai quesiti contenuti nel documento di consultazione. Risposte ai quesiti (Spunti di consultazione) del documento Parte I-Importazioni di energia elettrica dall’estero S1 Quale metodo, tra quelli descritti, si ritiene di poter suggerire per l’allocazione sulle diverse frontiere elettriche con l’Italia? Si vedono particolari criticità nei metodi proposti per la consultazione? Quali aspetti andrebbero maggiormente curati per l’applicazione di tali metodi alla situazione delle importazioni italiane? Si ritiene preferibile affidare le procedure di allocazione ad una società appositamente designata dai gestori delle reti o ad un gestore di rete esistente? R1 Non condividiamo i metodi descritti per l’allocazione sulle diverse frontiere ,fatti salvi il metodo A , (assegnazione prioritaria senza oneri di asta) però applicato anche al “Cliente idoneo all’importazione” avente le caratteristiche descritte al punto 4.5 del “Manifesto per il 2002” inviato da Aicep all’Autorità con lettera del …) ed il metodo C1 ( allocazione sulla base dei prezzi dei contratti bilaterali di fornitura) Gli altri metodi proposti tendono tutti ad aumentare i prezzi dell’energia elettrica di importazione (con l’asta esplicita o implicita o con il mercato secondario) a scapito del consumatore e a favore invece dei produttori e dei traders . AICEP crede che si dovrebbero curare maggiormente le seguenti istanze della realtà italiana: - ampliare rapidamente la capacità di interconnessione con l’estero, - evitare oneri d’asta ed il mercato secondario dei diritti di utilizzo della capacità di trasporto, - tenere conto della qualità della domanda (pieno utilizzo della capacità della rete) e delle reali necessità degli utilizzatori (incidenza del costo dell’energia nel processo produttivo), - evitare l’aumento dei prezzi dell’energia di importazione per dare un segnale forte ai produttori italiani e far beneficiare di prezzi europei preferibilmente quelle imprese che altrimenti sono costrette a chiudere. Le procedure di allocazione possono essere svolte, come fatto sinora, dal gestore esistente (GRTN) per evitare ulteriori oneri economici e lacune di professionalità specifica conseguenti alla rapida costituzione di apposite società che potrebbero non aver più ragione d’essere con l’avvio del Mercato dell’Energia. S2 Quali altri metodi, alternativi a quelli di mercato, potrebbero essere introdotti? Si suggerisce una riedizione dei metodi 2000 o 2001, in parte corretti per prevenire, se possibile, i problemi riscontrati in tali anni? Come intervenire per regolare l’eventuale mercato secondario dei diritti? R2 - Creare una categoria di “Cliente consumatore idoneo per l’importazione “avente le caratteristiche descritte al punto 4.5 del “Manifesto per il 2002”di Aicep (che sia riconosciuta dall’Autorità) a cui riservare, secondo i concetti espressi nella nostra premessa, la precedenza nell’allocazione della capacità di trasporto con il metodo A. La ripartizione della eventuale rimanente capacità potrebbe essere effettuata con il metodo C1. - Nessuno dei metodi utilizzati nel 2000 e nel 2001 ha dato buoni risultati. E’ andato meglio il 2000 perché il numero dei Clienti idonei era inferiore - Vietare il mercato secondario dei diritti che si è rivelato iniquo e discriminatorio, perchè favorisce i grossi operatori e gli speculatori. Ci sono delle esperienze di altri paesi che hanno vietato tale cessione (per esempio nel caso dell’assegnazione della capacità di trasporto Francia-Italia da parte del RTE). Il pieno utilizzo della capacità può essere assicurato comunque dalla qualità degli assegnatari (clienti idonei per l’importazione) e dalla possibilità di restituire al Gestore le eventuali porzioni di capacità eventualmente non utilizzabili dall’assegnatario. S3 Si ritiene che la destinazione di cui ai precedenti paragrafi 17.2 e 17.3 sia proponibile? Si ravvisano difficoltà pratiche a destinare risorse allo sviluppo della rete di interconnessione? R3 - AICEP non la ritiene proponibile. - Lo sviluppo della rete può essere assicurato solamente creando prima le condizioni necessarie che, a nostro avviso e di molti altri, potrebbero essere: un proprietario della rete nazionale che sia completamente indipendente dall’attuale proprietà (Enel e Stato italiano) e che abbia interesse a sviluppare la sua attività indipendentemente dagli interessi dell’Enel e dello Stato italiano. S4 Si intravedono altri criteri per la ripartizione degli eventuali ricavi dalle procedure concorsuali di cui al precedente paragrafo 17.1? Quali? R4 - No. (Vedi R3) S5 Il meccanismo proposto è efficace? Si pensa ad altri meccanismi più efficaci? Si ritiene che il regolatore cui deferire l’eventuale controversia sia sempre univocamente individuabile? Se no, quale meccanismo si propone ? R5 - Non condividendo metodi di allocazione che diano origine a proventi d’asta, a nostro avviso il problema non si pone. S6 Come si valuta lo schema di posizione comune? Si raccomanda l’estensione a tutte le frontiere, ove si trovi il consenso dell’autorità di regolazione interessata, dell’indirizzo espresso nello schema di posizione comune? In alternativa, si raccomanda l’adozione generalizzata di un’assegnazione che prenda a riferimento il prezzo minoredell’energia importata? Oppure il mantenimento di un’assegnazione pro-rata? R6 - Lo schema comune, da estendere preferibilmente a tutte le frontiere ,tenuti fermi i concetti espressi nella nostra premessa, andrebbe corretto come segue : - Dare la priorità alla categoria dei Clienti idonei all’importazione (Vedi punti precedenti) assegnando loro la capacità occorrente senza asta (metodo A) - Assegnare la rimanente porzione di capacità con il metodo C1 Parte II-Cessione da parte del Gestore della rete dell’energia elettrica di cui all’art.3, comma 12, del decreto legislativo 16 marzo 1999, n.79 S7 Si ritiene che l’Autorità debba intervenire regolando la cessione a soggetti terzi dei contratti stipulati in esito alle procedure concorsuali previste dal decreto del Ministro dell’industria 21 novembre 2000? R7 - Non riteniamo che l’Autorità debba intervenire, salvo piccole modifiche per tener conto dell’esperienza. Per esempio, si dovrebbe aumentare la quota riservata all’interrompibilità istantanea portandola da 500 a 1000 MW ?. S8 Quali misure si ritiene opportuno che l’Autorità adotti al fine di contenere gli oneri sulla generalità dell’utenza derivanti dalla cessione di energia elettrica attraverso le suddette procedure concorsuali? R8 - Nessuna misura. Sarebbe invece necessaria la fiscalizzazione a carico dell’intera collettività degli oneri derivanti dal CIP 6 (A3) come di quelli coperti dalle altre componenti A. Parte III-Interventi per promuovere la concorrenza nel mercato libero S9 Si ritiene opportuno il ricorso ad una “contrattualizzazione” di impianti? R9 - Ci sembra opportuna l’iniziativa proposta, anche se non sarà determinante per eliminare lo squilibrio esistente tra domanda e offerta di energia concorrenziale sul mercato libero S10 Quale si ritiene debba essere la capacità di produzione nel complesso da contrattualizzare? Quale si ritiene che sia il portafoglio ottimale di impianti virtuali da contrattualizzare? Si condivide l’esclusione degli impianti idroelettrici? Si ritiene che gli impianti di pompaggio possano essere oggetto di contrattualizzazione? Si ritiene opportuno prevedere una “taglia minima” della potenza dell’impianto virtuale? R10 - AICEP ritiene che si potrebbe seguire l’esempio francese di cessione di centrali virtuali in corso di attuazione. - La capacità dovrebbe essere di tipo virtuale, non riferita a particolari centrali , garantita indipendentemente dalle centrali utilizzate - Non ci pronunciamo sulla esclusione degli impianti idroelettrici e sulla possibilità che gli impianti di pompaggio possano essere oggetto di contrattualizzazione. - La taglia minima ,sull’esempio francese, potrebbe essere di 1 MW. S11 Anche in relazione all’adozione di provvedimenti di contrattualizzazione degli impianti, si ritiene che debbano essere introdotti vincoli per separare gli impianti Enel per il mercato vincolato e gli impianti per il mercato libero? R11 - Non vediamo la necessità/opportunità di separare gli impianti per il mercato libero da quelli per il mercato vincolato S12 L’attuale assetto delle interconnessioni, in attesa dell’avvio del dispacciamento di merito economico, presenta alcune opportunità. Si ritiene che l’imposizione di particolari contratti del tipo virtual power plant tra il Gestore della rete e i proprietari dei singoli impianti possa costituire una soluzione temporanea, in assenza di altri strumenti, volta a favorire l’incremento di importazioni di energia elettrica dall’estero? L’onere derivante da tali imposizioni dovrebbe trovare copertura nei proventi delle aste di importazione? R12 - Non comprendiamo come ciò potrebbe favorire un incremento delle importazioni S13 Quale si ritiene debba essere la durata dei contratti? R13 - La durata dei contratti potrebbe essere sia breve che lunga ( da 1 a 5 anni ?) S14 Si ritiene che l’asta sia lo strumento migliore per la selezione del contraente? Quale tipo di asta appare la più propria per l’assegnazione dei contratti? R14 - Non riteniamo che l’asta sia lo strumento migliore. (Così come di fatto tutti i gestori stranieri, nessuno dei quali lo ha utilizzato come criterio di allocazione nel 2001) Scarica il file PDF Autore: Fonti: |
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