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Documentazione
» Lente di ingrandimento Statuto AICEP
Borse elettriche
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Intervento del 12/07/2006 Intervento AICEP Intervento di AICEP alla Audizione indetta dalla AEEG a Roma il 12 luglio 2006, ore 15,30 L’intervento di AICEP viene presentato dall’ing.Alessandro Purpura, a ciò delegato dal Presidente di Aicep, ing. Nino G.B. Morgantini che, per precedenti impegni presi nello stesso giorno ed alla stessa ora, non può presenziare personalmente alla presente audizione e porge le proprie scuse personali al Presidente e a tutti i membri della Autorità qui presenti. L’ing. Purpura, pertanto, a nome di AICEP ringrazia l’Autorità per l’invito ricevuto e passa ad esporre la posizione dell’Associazione sui temi previsti all’ordine del giorno in tema di elettricità. AICEP, l’Associazione italiana consumatori di energia di processo, raggruppa 24 imprese “energy intensive”, operanti nei settori della metallurgia non ferrosa, della chimica, dei gas tecnici, del cemento e del vetro, - settori nei quali l’energia elettrica incide in maniera determinante sul costo finale dei prodotti; il consumo di elettricità per il processo produttivo, caratterizzato da prelievi a ciclo continuo pressoché costanti durante tutte le ore dell’anno, è pari al 10% circa del consumo industriale italiano. Come chiaramente evidenziato nella Relazione del Presidente dell’Autorità, le aziende italiane soffrono per l’incompiuto processo di liberalizzazione che troppo potere vede ancora sussistere nelle mani degli ex-monopolisti: la conseguenza è che in Italia i prezzi delle forniture energetiche ai grandi consumatori industriali continuano a mantenersi ben al di sopra della media europea, anche più del 30%. Le imprese italiane energy intensive, per poter competere con i loro concorrenti europei, hanno la necessità di concreti e condivisi interventi di “politica industriale” che li mettano in condizione di poter acquistare elettricità a prezzi competitivi. In questo senso è indispensabile che in Italia vengano rimosse tutte quelle inerzie e quei paletti istituzionali che hanno finora impedito la nascita di una visione unitaria del problema che accomuna la competitività delle imprese nazionali energy intensive con la strategicità del costo delle loro forniture energetiche. In questa ottica AICEP desidera richiamare l’attenzione su tre punti principali che richiedono un immediato ed adeguato intervento delle Istituzioni: 1) Salvaguardia dei processi energy intensive: la Legge 239/04 prevede espressamente “la salvaguardia delle attività produttive con caratteristiche di prelievo costanti, con alto fattore di utilizzazione dell’energia elettrica ed elevata sensibilità al costo dell’energia”; l’enunciazione è rimasta sulla carta, in quanto non è più stata seguita da alcun provvedimento concreto di carattere generale. A questo proposito si ricorda quanto fatto recentemente in Francia, malgrado là le tariffe siano già nettamente inferiori a quelle italiane: con la benedizione del Governo francese e della Commissione UE è stata costituita una società, Exeltium SaS, che riunisce sette gruppi industriali di grandi consumatori, con circa 200 impianti sul territorio francese per un consumo totale di 28 TWh /anno: dal 1° gennaio del prossimo anno potrà approvvigionarsi di elettricità a prezzi convenzionati presso i maggiori produttori francesi ed europei. Si ricorda inoltre che anche il Ministro Bersani, nell’esporre nei giorni scorsi il suo programma nel settore energetico ha citato tra i problemi che si devono risolvere proprio quello delle industrie energy intensive, elencando anche le tipologie delle lavorazioni, che corrispondono a quelle delle aziende aderenti all’AICEP. E infine anche HLG, il gruppo ad alto livello istituito dalla UE per l’energia, l’ambiente e la competitività, ha istituito un apposito sottogruppo che deve occuparsi espressamente dei contratti per gli energy intensive. Tutto questo significa che per la UE il problema è reale: per l’Italia, in più, esso è particolarmente urgente. Ricordiamo anche che è venuta praticamente a mancare anche la possibilità di avere assegnazioni di capacità di trasporto per poter importare a prezzi ragionevoli una parte dell’energia necessaria ai processi: i meccanismi d’asta utilizzati negli ultimi tempi per le assegnazioni hanno infatti avuto l’unico risultato di far lievitare i prezzi a tutto vantaggio dei grandi produttori di energia, dei traders e dei gestori di rete stranieri. 2) Costi di trasporto e dispacciamento: hanno raggiunto livelli ormai esorbitanti e non giustificabili per il servizio prestato agli utenti di tipo AICEP; a titolo di esempio una sola delle tante voci che compongono questi costi complementari nel mese di aprile ha raggiunto il valore di circa 7 €/MWh ( “corrispettivo per l’approvvigionamento delle risorse nel mercato per il servizio di dispacciamento” secondo l’art.43 dell’allegato A alla delibera AEEG 48/04 ). Oltre al valore assoluto completamente sproporzionato si deve rilevare l’impossibilità di prevedere il vero costo dell’energia acquistata, perché questi valori vengono fissati a posteriori: ci sono alcuni soci che in questi giorni hanno ricevuto addebiti per conguagli di corrispettivi riferiti all’esercizio 2004, con problemi non semplici di budget e di bilancio. Oltretutto non si comprende perché gli stessi oneri per il mercato vincolato, siano decisamente più contenuti (componente OD per il terzo trimestre 2006 pari a 4,1 e 4,2 €/Mwh rispettivamente per l’alta e la media tensione). AICEP chiede che le utenze paghino per l’effettivo sbilanciamento che gli stabilimenti provocano al sistema e non vengano penalizzate per disfunzioni addebitabili ad altre cause . Non si può dimenticare che a questi costi si aggiungono tutti gli oneri di sistema che impropriamente gravano sui consumatori di energia, invece che più correttamente sulla fiscalità ordinaria; ed ora ci sono anche i costi dello schema Emission Trading (ETS), che penalizza particolarmente l’Italia, e che i produttori di elettricità, in particolare l’ex monopolista, si limitano a trasferire nella bolletta dei consumatori. 3) Merchant lines: l’ultima speranza di potersi approvvigionare di energia a prezzo competitivo era quella di costruire linee private di interconnessione con l’estero per permettere l’acquisto diretto di energia a prezzi vicini a quelli dei concorrenti europei. Ma dopo 4 anni dalla presentazione dei progetti, con notevoli spese per lo studio e la progettazione richiesti per predisporre la documentazione necessaria, nulla di concreto ancora si sa sulla possibilità o meno di realizzare davvero questi progetti. AICEP ritiene che, a valle del Decreto Ministeriale n.256 dell’ottobre 2005, si debba finalmente dar corso alla fase attuativa, dando la priorità alle imprese ammesse al regime di salvaguardia. ………….In caso contrario si chiede che vengano almeno rimborsati gli ingenti costi finora sostenuti dalle Aziende per questi progetti. Come chiaramente intravisto nella stessa relazione dell’Autorità, per poter conservare in Italia il valore aggiunto dei processi industriali energy intensive occorre impostare una seria politica energetica industriale. A questo riguardo AICEP non solo condivide pienamente la necessità di instaurare un clima di interrelazioni più strette e a “ciclo continuo” tra Autorità, Governo e Parlamento, ma ritiene che ciò sia il presupposto imprescindibile per dare vita, da subito, ad una concreta politica nazionale che, pur nel rispetto dei principi UE, sappia salvaguardare gli interessi italiani, …almeno nella stessa misura normalmente adottata dai nostri cugini francesi, spagnoli, ecc., con l’esplicito supporto delle loro istituzioni nazionali. Scarica il file PDF Autore: Ing. Nino G.B. Morgantini Fonti: |
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