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Documentazione
» Lente di ingrandimento Statuto AICEP
Borse elettriche
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Lettera del 10/01/2007 Lettera aperta dell’ing. Nino G.B. Morgantini , Presidente di AICEP, a tutte le Istituzioni competenti in materia di Energia All’alba del 2007 vengono alla mente alcune riflessioni a chi, rimanendo preoccupato per i prezzi energetici italiani, si domanda cosa ci riserverà l’anno appena cominciato. I consumatori industriali “sensibili” all’impatto dell’energia sui loro costi di produzione, che da quando si è aperto il mercato libero hanno visto aumentare sempre di più i prezzi dell’energia elettrica da loro utilizzata come “materia prima”, continuano a domandarsi perché nessuno provveda ad attuare misure di salvaguardia che evitino la scomparsa dal nostro Paese di attività strategiche. C’è una legge del Parlamento, la 239/04 detta legge Marzano, che prevede la loro salvaguardia, ma tanto il Governo che l’ha promossa, quanto il Governo successivo si sono ben guardati dall’attuarla. L’AICEP, Associazione Italiana Consumatori d’Energia di Processo, fin dalle prime ore del nuovo anno, vuole riportare all’attenzione delle Istituzioni competenti l’assoluta e improcrastinabile necessità di provvedere da subito, in quest’anno che il Presidente Prodi indica come l’anno del rilancio dell’Italia, all’adozione di misure adeguate a permettere la sopravvivenza di importanti industrie che sono sempre più in sofferenza e che, restando così le cose, non potranno più competere in un mercato europeo e mondiale. Il problema non riguarda solo le aziende, ma tutti i consumatori, i quali sono veramente delusi dai risultati che il mercato libero dell’energia ha portato, risultati molto diversi da quelli che ci si aspettava. Il 2006 è stato veramente pesante, un anno record per i costi energetici, in cui per 3 giorni del mese di luglio il prezzo medio giornaliero dell’energia elettrica in Borsa ha superato i 100 €/MWh. Oltre agli aumenti dei prezzi petroliferi anche la crisi del gas ha contribuito ad aumentare i costi ed a questo si è aggiunto l’aumento, meno giustificabile, dei costi accessori legati al trasporto, dispacciamento, ecc, che hanno superato un quarto del costo complessivo dell’energia elettrica resa al punto di prelievo. Per i produttori e fornitori d’energia elettrica la liberalizzazione del mercato ha portato certamente dei vantaggi economici, ma per i consumatori, nell’interesse dei quali avrebbe dovuto essere attuata, si è rivelata come una grande delusione. E non è finita qui, con il 1° luglio 2007 si stapperà la sacca dell’ingordigia sfrenata di tutti i fornitori d’energia, capitanati da quelli ancora dominanti, che cercheranno di massimizzare i lori guadagni, come logicamente hanno sempre fatto. Non ci sarà più un’istituzione calmieratrice, che potrà stabilire tariffe più o meno eque, ma comunque correlate ai costi effettivi e a margini onesti. Non ci sarà più un termine di riferimento visto come livello massimo dei prezzi; vincerà chi è più forte e, nella situazione attuale, è più forte chi vende. Il povero consumatore dovrà accettare i prezzi che gli saranno imposti, prezzi che fin quando, e chissà quando, non ci sarà un’effettiva concorrenza, non tenderanno certamente a scendere. Questo succede non solo in Italia, ma anche nei principali Paesi europei. La voracità di chi per ora sta beneficiando delle opportunità offerte dalla liberalizzazione dei mercati energetici, sia elettricità che gas, non ha limiti ( vedi ispezioni dell’Autorità Antitrust UE ai maggiori produttori tedeschi sospettati di pratiche restrittive della concorrenza e di abuso di posizione dominante). Non è una critica, ma una semplice constatazione di quel che normalmente succede quando ci sono le condizioni favorevoli: l’occasione fa l’uomo ladro! E non è facile evitarlo: ognuno fa i suoi interessi! E nei rapporti di compravendita ogni eccessivo vantaggio di chi vende si ripercuote in un eccessivo svantaggio di chi compra. In ogni caso in Europa, Francia, Spagna, Germania ed altri importanti Paesi, si è trovato il modo per mantenere bassi i prezzi per i cosiddetti “energivori”, con il beneplacito dei rispettivi Governi e nessuna obiezione della Commissione UE. In Italia, invece, al di là del mantenimento dei regimi speciali ereditati dall’altro secolo, non si riesce a far niente in tal senso e le nostre aziende ad “alta intensità energetica” continuano a tirare avanti con il fiato grosso, ma…. per quanto tempo ancora potranno farlo? Se si vuol evitare la chiusura o la dislocazione di attività d’importanza basilare per il nostro Paese, chi compra va protetto, almeno in una fase di transizione, dal mercato vincolato al mercato completamente liberalizzato, fase che si sta dimostrando molto lunga E’ chiaro che si è di fronte ad una contraddizione nei termini: libero vuol dire libero, ma non può essere proprio così fin quando l’offerta non supererà la domanda. In alcuni documenti di consultazione emessi nel 2006 l’Autorità per l’energia elettrica e il gas si mostra preoccupata per quel che succederà ai parecchi milioni di clienti domestici a partire dal 1° luglio. Riteniamo che le preoccupazioni siano ben giustificate e sia opportuno prevedere una attività di tutela di detti clienti, che dia loro una certa tranquillità, per lo meno paragonabile a quella che hanno oggi nel mercato vincolato. Essi hanno un potere negoziale limitatissimo e potrebbero facilmente cadere nella rete di chi non si accontenti di guadagni equi. Vanno sicuramente tutelati e protetti, almeno in una fase iniziale. Ciò deve poter valere anche per quelle attività produttive elettro-intensive che, pur avendo in teoria un potere negoziale rilevante che, nella attuale rigidità dell’offerta, non può tuttavia essere esercitato; anche questa categoria di consumatori va salvaguardata con misure adeguate attraverso le quali sia loro consentito di ottenere prezzi simili a quelli degli omologhi concorrenti europei. In altre parole, infine, smettiamola di fare i primi (o gli ultimi?) della classe, vediamo almeno cosa fanno negli altri Paesi e cerchiamo di adeguarci. Buon anno nuovo e buon lavoro a tutti. Autore: Ing. Nino G.B. Morgantini Fonti: |
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