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Documentazione
» Lente di ingrandimento Statuto AICEP
Borse elettriche
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Lettera del 20/07/2007 Lettera di Aicep Al Presidente dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas, Ing. Alessandro Ortis e p.c. Al Ministro dello Sviluppo Economico, On. Pierluigi Bersani. Oggetto: Raccomandazioni di AICEP a seguito delle proposte enunciate dalla AEEG nel proprio Documento di Consultazione, atto n.22/07, -parte IV ed appendice Da quanto proposto dalla Autorità nel contesto del documento di consultazione in oggetto, si evince che, di fatto, la totale liberalizzazione del mercato elettrico italiano è destinata a slittare, probabilmente al 1 gennaio 2008, per evidenti finalità di politica sociale, dal momento che la stragrande maggioranza dell’utenza domestica, caratterizzata da contratti fino a 3 KW, dovrà necessariamente subire gli aumenti conseguenti alla abolizione dell’attuale regime di perequazione attuato con la più elevata tariffa per le utenze di non residenti. A questo riguardo l’AEEG prevede l’istituzione di una speciale “tariffa sociale”, a salvaguardia delle famiglie disagiate, alla copertura del cui onere il documento di consultazione prospetta il concorso di tutta l’utenza, inclusa quella industriale nella sua totalità. In sostanza l’AEEG propone di mantenere, in un sistema di libero mercato, un intervento di “sostegno sociale” finalizzato a offrire un prezzo dell’energia elettrica “sotto costo” per alcune categorie di utenti domestici, mantenendolo simile a quello attuale, ma per un numero limitato di beneficiari . In tale contesto, si prospettano, per la copertura dell’onere generato dalla introduzione di misure di tutela sociale, imposizioni di nuove componenti tariffarie a carico della totalità dei consumatori di elettricità, senza alcuna distinzione ed inclusi i consumi destinati alle attività produttive del sistema industriale. I dati presentati dalla AEEG nel citato documento di consultazione, dati che potranno essere confermati e/o modificati solo dopo che uno specifico provvedimento di legge avrà stabilito i requisiti di appartenenza alla “fascia sociale”, non precisano comunque l’entità dei consumi medi e prevalenti di queste famiglie, né i prezzi oggi sostenuti dalle medesime, né la loro dislocazione territoriale. Ciò comporta che l’ipotesi di una ripartizione dell’onere in maniera generalizzata e indistinta su tutti i consumi di fatto determina un trasferimento di risorse dalle zone più industrializzate del nostro territorio, con ulteriore aggravio dei loro costi di produzione, a favore delle aree meno dotate industrialmente, dove si presume l’esistenza di un maggior numero di famiglie bisognose e beneficiarie dell’intervento. E’ di tutta evidenza che un tale trasferimento di risorse può legittimamente realizzarsi solo con l’uso di specifiche risorse a carico del bilancio dello Stato e non certo con l’applicazione di nuove componenti tariffarie a carico di consumatori “liberi”. Val la pena ricordare che da molto tempo ormai AICEP attira l’attenzione delle Istituzioni sulla anomala situazione italiana in cui alla elettricità, già di per sé più cara rispetto a quella prodotta negli altri Paesi della UE, fanno già carico tanti oneri impropri e “di sistema”, estranei ai costi di produzione e distribuzione del KWh, aventi natura esclusivamente parafiscale. I giusti interventi di solidarietà sociale debbono trovare la loro copertura finanziaria nell’esclusivo ambito della fiscalità generale a cui ogni soggetto, fisico o giuridico che sia, è tenuto a contribuire in base alla propria capacità impositiva e non in base ai propri consumi energetici e, meno che mai, sulla base dei consumi energetici destinati alle attività produttive dell’industria nazionale più sensibili alla competitività.. Per tutto quanto detto sopra, AICEP non può valutare positivamente l’ipotesi che sia una nuova componente tariffaria a coprire il pur giusto intervento sociale a favore degli utenti domestici bisognosi; ciò aggraverebbe l’esistente iniquità delle componenti tariffarie in essere che già da molto tempo rappresentano una parte significativa del prezzo dell’energia elettrica sostenuta dalle imprese industriali operanti in Italia La sola ipotesi di potere addossare ulteriori oneri impropri agli utenti industriali, aggravando il loro grado di competitività, in maniera certamente più onerosa di quella derivante da un regime fiscale generalizzato e costituzionalmente corretto, si scontra in maniera evidente con il concetto stesso di mercato libero e minaccia il già difficile e lento cammino della liberalizzazione del mercato elettrico italiano. AICEP, in conclusione, raccomanda ed auspica che l’AEEG, a conclusione della Sua consultazione, voglia rivedere la propria ipotesi di applicazione di una componente tariffaria ad hoc a carico dei consumi industriali, proponendo al Governo e al Parlamento una soluzione che per far fronte alle nuove ipotizzate esigenze di carattere sociale consenta di allocare apposite risorse nel bilancio dello Stato e, a questo scopo, individuare le prevedibili coperture finanziarie già nel DPEF di luglio 2007. Ringraziando per l’attenzione, invio i miei migliori saluti. Il Presidente di AICEP Scarica il file PDF Autore: Ing. Nino Gio Battista Morgantini Fonti: |
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